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Marco Masciovecchio
Per una Poetica Contemporanea : tre inediti di Marco Masciovecchio
Su 𝑹𝒂𝒔𝒔𝒆𝒈𝒏𝒂 𝑷𝒐𝒆𝒕𝒊𝒄𝒂 𝑪𝒐𝒏𝒕𝒆𝒎𝒑𝒐𝒓𝒂𝒏𝒆𝒂, in anteprima, tre estratti poetici di Marco Masciovecchio, romano, classe 1967.
"C'è qualcosa di terribilmente reale, tangibile in questi tre estratti inediti di Marco Masciovecchio.
La Poesia non assurge più ad un ruolo procrastinatore di salvezza, la poesia è sconto, pena, vive del proprio tempo, di una connotazione profondamente reale, non più iconica. È inutile, ed il poeta, Nemo profeta in Patria, è un cantore della sua condizione, della sua irriducibilità.
"Batte il ferro quando è caldo", è fabbro, radicato in un ruolo che il vivere gli impone, gli tributa.
Forse che alla poesia non spetti una riconoscibilità, un'amabilità legata alla stessa, un'amabilità che non nasce primigenia, generatrice.
"La poesia è inutile [...] non ti fa amare da tua madre" che vuole dirsi, dunque, seppure fondante, non fondamentale in questo scavo poetico, in questa solitudine di verità profuse, scritte, come lo scorrere improcastinabile del tempo, che si rivela in "una barba bianca", nel quale l'autore riconosce a stento se stesso e teso è nel muovere alla ricerca di una figura paterna, scomparsa dal suo universo terreno, ma non poetico."
"Manifesto per poeti inutili"
La poesia è inutile
come le istruzioni del microonde
come i volantini dei supermercati
come i sogni dopo i quarant'anni.
Scrivere poesie è come parlare da soli
in una stanza piena di specchi
che ti guardano, ti giudicano
perché hai usato la parola "anima".
La poesia è inutile
non ti fa dimagrire
non ti fa trovare parcheggio
non ti fa amare da tua madre.
Eppure la scriviamo
perché non sappiamo fare altro
perché è più economica della psicanalisi.
La poesia è inutile
ma anche il dentifricio lo è
lo sanno bene anche i dentisti.
*
"Il perdono"
Il perdono è una porta murata,
non ha maniglia, non ha chiave.
È sullo spiazzo dove giocavamo da bambini,
tra le urla delle madri e il silenzio dei padri.
Ho provato a perdonare il tempo,
quel tempo che ci ha rubato la giovinezza,
che ci ha lasciato i corpi, portandoci via gli occhi.
È passato, il tempo, come un treno nella notte,
senza fermarsi, senza salutare.
Il perdono è una porta murata.
Dietro forse c'è un silenzio che non fa male,
come quello delle sere d'estate,
quando il cielo s'infiamma
e nessuno ha più voglia di parlare,
o forse non c'è più niente, niente che ci potrà salvare.
Il perdono è una porta murata.
Ed io, forse, sono il fabbro,
quello che batte il ferro caldo,
tra sudore e bestemmie.
Ho dimenticato il mestiere,
il ferro oramai è troppo freddo
come le mani di chi non ha più fede.
*
"La mia barba si è fatta bianca"
La mia barba si è fatta bianca
non me ne sono accorto, è successo
mentre il semaforo mi prendeva in giro
mentre la vita mi passava accanto
senza neanche guardarmi
senza neanche dire - ciao -.
La mia barba si è fatta bianca
come le nuvole che non ho mai guardato
perché avevo troppo da fare
avevo da correre, arrivare.
Tutto questo bianco non è saggezza
è il tempo che mi ha scavato dentro
come un coltello
come una bugia detta piano
che dimentichi e diventa vera.
La mia barba si è fatta bianca
e quando mi chiamano - signore -
mi volto e cerco mio padre
ma mio padre è morto
una parte di me è morta con lui
ed io non sono lui
sono solo uno
con la barba bianca
che alla fine non ha capito un cazzo
ma lo dice piano
come si dice una cosa
che non si può più cambiare.
*
Marco Masciovecchio nasce a Roma nel 1967, ha frequentato la Facoltà di Architettura, svolgendo contestualmente le più svariate attività lavorative. Vive a Ciampino ed è impiegato in una multinazionale dove si occupa di Salute e Sicurezza sul Lavoro. Appassionato di fotografia, ha partecipato a concorsi Nazionali e Internazionali, prendendo parte a mostre collettive. Nel 2024 ha pubblicato il suo primo libro di poesia: POCO PIU' DI NIENTE ed Ensamble, nel 2025 ha pubblicato la raccolta poetica in romanesco: ROMASOTTOA'STO CELO Delta3 Edizioni. Isuoi versi sono presenti in antologie tra le quali: Riflessi, Poeti del quotidiano prossimo all'infinito, Pane e Poesia, Incendiamo stelle invocando l'alba e nell' Antologia di poesia italiana contemporanea pubblicata in Cina dalla Jiangsu Phoenix Literature di Nanchino. Ha scritto la Prefazione del libro Se muore il grano di Zhou Yaping tradotto da Francesco De Luca per la Delufa press.
Ha inoltre pubblicato articoli sui blog di letteratura e poesia: BorderLiber, Pangea, La Poesia e lo Spirito.