Per una voce contemporanea: Luca Pizzolitto

Uno sguardo sulla poetica fenomenologica nell'opera in versi di Luca Pizzolitto

"Prima dell'estate e del tuono" (peQuod, 2025) notevole opera poetica di Luca Pizzolitto, torinese, classe 1980, si configura come un viaggio di derivazione iniziatica, di passaggio da una dimensione altra capace di trascendere la realtà, coglierla nella permanenza di un rito di superamento che muove da una dicotomia luce/ombra, presenza/assenza, voce/silenzio, per abbracciare una visione ontologica ed esistenziale facente perno sulla derivazione non nichilista, ma estremamente sapienzale, di un vuoto che non è mera assenza, ma una tensione anche dolorosa verso la ricerca della luce e verso una sua rinascita. E la salvezza, pure invocata, è uno scavo che muove dalla ferita, dal cammino, e che da esso fa traino per abbracciare potentemente l'umano, raccordandosi  già dai testi, evocativi, eppure in linea con una ricerca poetica, con una frammentarietà del verso, che pure muove paratatticamente e musicalmente, e si fa emblema di una condizione di propensione, continua, rivolta ad un "tu, sfuggente ma necessario", in un continuo dialogo che incalza, che accoglie, in cui si scorge la delicatezza di una poesia che scava, include, con forte memoria, del "fuoco", "del passo", della "grazia" [...] madre di ogni rimpianto, salvezza dei corpi santissimi dei naufragati", di una delicatezza che è madre e madre di una poesia tra le più intense, perché "forte ed eterno è l'amore. / Niente cade, niente muore davvero": una visione estremamente spirituale, che della bellezza, gnosi e del dicibile umano si fa portavoce, con il suo carico di rimandi e sensibilità, che solo un'opera compiuta, o in compimento, porta ad assoluzione.

 

Luca Pizzolitto, Prima dell'estate e del tuono (peQuod 2025) 

*

Del fuoco conservi antica memoria,

la misura del passo prima della caduta

il ramo ritorto la spina del pruno

la veste gualcita del tempo 

 

dalle lampare la luce scolora il buio

muore la grazia nell'afa di luglio 

 

madre di ogni rimpianto, 

salvezza dei corpi santissimi dei naufragati. 

 

*

 

Ora che tutto brucia

e tace la peonia in fiore

ora che i nostri corpi

sono carne senza riparo 

 

- si apre la terra al pianto 

 

tra le mani un volto,

un corpo che non è più il mio. 

 

*

 

È il tuo volto lasciato alla polvere

alla morte di strade bruciate dal sole. 

 

Spegnersi oggi, la fine immatura

del giorno. 

 

Guardi il vuoto, silenziosa presenza:

forte ed eterno è l'amore. 

 

Niente cade, niente muore davvero.

 

*

 

Nel gioco di specchi è vuoto

il cielo, il canto che amavi 

 

tra le rive veleno del tempo

il morso del fiore

 

Itaca è il mare,

il mare che ci separa.

 

*


Perché santo è bruciare senza sapere,

santo il riposo nella tua lontananza -

 

schianta la sera le vene gonfie del fiume

il tuo viso alla sorgente, geografia della mia sete.

 

Ho steso fili da stanza a stanza.

E danzo di nuovo, e danzo ancora.

 

*

Luca Pizzolitto nasce a Torino il 12 febbraio 1980, città dove attualmente vive e lavora come educatore professionale.
Crocevia dei cammini, Getsemani e Prima dell'estate e del tuono sono i suoi ultimi libri pubblicati, tutti con l'editore peQuod. Del 2025 è la plaquette deserti.
Per la suddetta casa editrice è direttore della collana di poesia "Portosepolto". Per i tipi de Ilglomerulodisale la collana di plaquette "Amorgos". Ha fondato il blog poetico"Bottega Portosepolto"
Collabora con i blog "L'estroverso" e "La poesia e lo spirito", con le riviste on line "Poesia del nostro tempo" e"Ytali" e con la casa editrice Puntoacapo.

 

 

"La poesia di Luca Pizzolitto è un faro nel mare delle parole, guidandoci verso una comprensione più profonda di noi stessi e del mondo."

Rassegna Poetica Contemporanea