Voci d'altrove: la poesia nella musica
Esplora il mondo affascinante della poetica cantautorale.
Per un'ontogenesi al femminile: fenomenologia e riflessi nella ricerca cantautorale di Martina Lupi
Che senso abbia lo scavo antropologico nella scrittura cantautorale, e di come una scrittura di ricerca possa smuovere un pensiero facente perno sul superamento di una stereotipia di genere, sono solo alcune delle possibili chiavi di lettura del disco solista di Martina Lupi, romana, classe 1982, fondatrice del gruppo Tupa Ruja, che con il suo album "Dannate Salvatrici" della Filibusta Records, in qualità di autrice di ricerca, non solo e non più meramente ancestrale, si delinea sulla scia di una canzone d'autore che indaga, ma si fa catartica allo stesso tempo, degli stigmi, dei ruoli, degli archetipi, dei preconcetti, che animano l'essere Donna: una poesia in musica, demiurgica, dallo scavo profondo. Si è sempre in qualche modo debitori del proprio tempo, del proprio sentire, e la strada verso la liberazione è una strada minata, capace di attraversare il buio, "la fiamma", il fuoco del giudizio, la condanna del silenzio, una sua piccola riv-oluzione/riv-elazione, che diviene una riflessione su più larga scala, un ascolto attivo, partecipe. Perché se è vero che esista una Giovanna d'Arco in ognuna di noi, è pur vero che essa vive nel riconoscimento duale, plurimo, collettivo, non più e non solo inquisitore, ma accogliente, aperto, inclusivo, in un cammino che non si risolve in definitiva, una volta per tutte, ma smuove dall'incontro con l'alterità, manifestazione sensibile di una realtà altra eppure speculare, a noi prossima. "Gli altri... [...] le altre siamo noi". Ecco, allora che questi testi smuovono verso una ricerca, un sentire legato verso una condizione quale quella femminile, una condizione non slegata dal senso storico, sociale, culturale ed allo stesso tempo universalmente intimo e personale della sua autrice, che si fa corpo, verbo, a cadenza musicale di strumenti evocativi ed ancestrali quali il didgeridoo ed il tamburo sciamanico, i quali mediano, canalizzano, sublimano in musica una poesia che tutto trascende.
DANNATE SALVATRICI
- Fiamma
- Fugadamé
- My perfect breath
- L'attesa di un giorno
- Khorakané
- Realtà non è
- La distanza
- Pasarero
- Flamme
- Flama
Da Filibusta Records, 2026.
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Martina Lupi, cantautrice, compositrice e musicista eclettica, sempre alla ricerca di nuove connessioni culturali, attraverso la riscoperta di lingue , sonorità, tecniche vocali e l’utilizzo di diversi strumenti dal mondo.
La sua musica è narrante, rituale e viaggia tra ritmo, tradizione, contaminazione e sperimentazione.
Studia musica dall’età di 7 anni, canto con insegnanti di fama internazionale e canto armonico con il Maestro vietnamita Tran Quang Hai, insegnante tra gli altri, anche di Demetrio Stratos.
Nel corso degli anni studia pianoforte con diversi insegnanti, (tra i quali Olga Maximenko, Claudio Colasazza, Marco Morrone e Alessandro Gwis), strumento che utilizza per comporre le sue canzoni.
Nel corso degli anni studia pianoforte con diversi insegnanti, (tra i quali Olga Maximenko, Claudio Colasazza, Marco Morrone e Alessandro Gwis), strumento che utilizza per comporre le sue canzoni.
Frequenta Lettere con indirizzo Spettacolo presso la Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università di Tor Vergata a Roma, dove nel 2011 tiene una lezione seminariale sul tema “Le vie dei canti”, musica tradizionale, naturale, terapeutica”, sotto il patrocinio delle cattedre di Etnologia, Etnomusicologia e Storia delle Tradizioni Popolari.
Nel 2005 vince una borsa di studio della Regione Lazio per un corso di teatro sperimentale (Interactor) della durata di un anno, dove approfondisce lo studio del canto con l’insegnante di fama internazionale Susan Elaine Long, recitazione con il regista Marco Maltauro, biodramma con Lorenzo Ostuni.
Approfondisce lo studio delle danze popolari, partecipando a numerose feste del sud Italia e contemporaneamente inizia lo studio della danza orientale con insegnanti importanti, tra le quali l’insegnante egiziana Amal Khalifa.
Nel 2006, insieme al polistrumentista Fabio Gagliardi, fonda il duo “Tupa Ruja” (“Tana Rossa” in un dialetto sardo), un progetto musicale di ricerca e sperimentazione basato su un ritorno all’essenza e all’origine del suono, attraverso l’unione di due tra gli strumenti più antichi del mondo: la voce e il didgeridoo.
Nello stesso periodo inizia ad approfondire lo studio del didgeridoo.
In duo pubblicano i dischi “Terra Mi Chiami” (2007) e “Suono dunque sono” (2011).
Suonano in giro per l’Italia, Spagna, Francia e Germania come musicisti di strada, vendendo in cinque anni circa 7000 CD. Nel 2009 vengono notati da un produttore portoghese dell’agenzia Planet Music, il quale organizza loro un tour nei teatri in varie città del Portogallo (Lisbona, Condeixa-a-Nova, Ericeira, Elvas).
Partecipano a vari importanti festival di musica etnica e world in giro per l’Italia e l’Europa, tra i quali l’Australisches Sonntag – Festival del didgeridoo (Berlino – 2008), il Wine Festival (Skopje – 2008), il 2° Festival EtnoCulturèe – Rassegna di musiche dal mondo (Matera – 2010), Mercantia – Festval internazionale del teatro di strada (Certaldo – 2010 e 2016), il Festival della Musica Etnica di Civitavecchia (2011), il Didjin’OZ – Festival Internazionale del Didgeridoo a (Forlimpopoli – 2011, 2020, 2023), Itinerari Folk – Festival di musica acustica etnica e contemporanea (Trento – 2012), Ethnos Festival (Napoli – 2015), e tanti altri.
Nel 2011, il suo brano “Armonie”, viene scelto dal regista Stefano Prolli, come colonna sonora per il film “Fantasmi – Italian Ghost Stories”, prodotto da Gabriele Albanesi.
Nel 2012 sempre in duo con Fabio Gagliardi, vincono il Premio “Mediterraneo – Rive sonore” in occasione del decennale del Festival della Musica Etnica di Civitavecchia. In occasione della consegna del premio, si esibiscono alTeatro Traiano di Civitavecchia insieme a vari artisti, tra i quali Raffaello Simeoni, Nando Citarella e Ruggero Artale.
Nel 2014 in trio conAlessandro Chessa alla chitarra, pubblicano il loro terzo album intitolato “Impronte – Live”, registrato durante il concerto al Teatro Sala Uno di Roma.
Nel 2015 con il brano “Impronte”, i Tupa Ruja vincono il Premio “Rassegna di Musica Diversa – Omaggio a Demetrio Stratos”.
Sempre nel 2015 partecipa al progetto musicale di Mario Camilletti “Latine Cano” – Le canzoni di Augusto, nei brani “Fetontes”, insieme, oltre allo stesso Camilletti, a Cristiano Micalizzi e Flavio Mazzocchi e “Aurea Mediocritas”, insieme a Mario Camilletti e Fabio Gagliardi. Nel disco hanno collaborato anche altri musicisti, tra i quali Max Rosati, Javier Girotto.
Nel 2016, con il suo brano “Fugadamè”, arriva in finale al Premio Lunezia.
Con la formazione in trio suona in numerosi festival e rassegne, fino al 2017.
Nel 2018 i Tupa Ruja cambiano veste sonora; sempre con lui al didgeridoo e percussioni e Martina Lupi alla voce, il gruppo infatti inizia la collaborazione con il pianista Alessandro Gwis, (pianista storico di Javier Girotto e Aires Tango)
Nel 2019 pubblicano con Filibusta Records il loro quarto disco, intitolato “In questo viaggio”.
Presentano il disco all’Accademia Filarmonica Romana, e oltre a vari festival e manifestazioni, suonano varie volte al Teatro Studio dell’Auditorium Parco della Musica di Roma e in occasione dell’“Etno Jazz Night”, alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, insieme al fisarmonicista Antonello Salis.
Nel 2022 insieme a Fabio Gagliardi al didgeridoo e percussioni, Nicola Cantatore alle chitarre e Stefano Vestrini alle percussioni e batteria, partecipa a “s(N)odi – Festival di musiche inconsuete” (Bologna) e vince la 18° edizione del Premio Alberto Cesa, nell’ambito del Folkest – International folk music festival.
Nel 2023 con la formazione vincitrice del Premio Alberto Cesa, fa un tour di varie date, finanziato dal NUOVO IMAIE, tra le quali all’Auditorium Parco della Musica di Roma, al Maggio Sermonetano di Sermoneta, a Jazz & Image al Parco del Celio, sopra il Colosseo di Roma e al Folkest a San Daniele del Friuli, dove aprono il concerto dei 99 Posse.
Tra il 2022 e il 2023 insieme a Fabio Gagliardi realizzano la colonna sonora dello spettacolo teatrale “Eros – spettacolo per Eros Alesi, poeta” con la regia di Marco Maltauro.
Dal 2023 collabora con il pianista Alessandro Gwis, con il quale ha un progetto in duo di ricerca sonora e letteraria, “Il suono della distanza” . Insieme hanno suonato al Teatro Arciliuto di Roma e presso la Basilica di Santa Francesca Romana a Trastevere, a “La stanza della musica” di Roma e al Festival di ROCCIAMORGIA 2024 in Molise.
Nel 2024 insieme a Fabio Gagliardi, pubblica su Amazon il libro sonoro “L’albero con le radici nel cielo“.
Attualmente sono in uscita due nuovi album che la vedono autrice e compositrice: uno con il gruppo Tupa Ruja, in cui sono presenti importanti collaborazioni, tra le quali, quella con Javier Girotto, Michele Gazich, Alessandro Gwis e Marco Siniscalco, e uno a suo nome, con la produzione artistica del musicista di fama internazionale, Michele Gazich.
A luglio del 2024, una sua canzone inedita “La Distanza”, entra nella cinquina delle canzoni finaliste del “Premio Anacapri Bruno Lauzi”, aggiudicandosi il premio per il miglior arrangiamento.
Insegna canto, canto armonico e didgeridoo.
Nel 2024 ha tenuto a teatro un corso sulla voce per attori e cantanti, intitolato “Parlare e cantare il respiro”, utilizzando un metodo da lei sviluppato che si basa sul controllo totale della respirazione, al fine di gestire le emozioni e raggiungere il proprio benessere, attraverso un percorso di auto consapevolezza e auto conoscenza, e grazie all’uso artistico e non istintivo della voce. Sta scrivendo un libro su tale metodo, sviluppato anche grazie all’uso terapeutico della musica, che ha sperimentato durante la sua esperienza di musicista di massaggi sonori, anche rivolti a ragazzi e persone con disabilità.
Nel 2025 con il gruppo Tupa Ruja, pubblica per l’etichetta Filibusta Records, il disco “Contrast”, del quale è autrice dei testi e delle musiche. Il disco, che viene presentato alla Casa del Jazz nell’aprile dello stesso anno e vede importanti collaborazioni artistiche, tra le quali quella con Javier Girotto, Michele Gazich, Alessandro Gwis e Marco Siniscalco.

Il cuore della scrittura cantautorale
La scrittura cantautorale è un'arte unica che intreccia musica e poesia. Questa sezione è dedicata a coloro che desiderano addentrarsi nello scavo intimo dell'autore, per cogliere non solo le parole, ma anche le emozioni e le intenzioni che risuonano in ogni strofa. Ogni brano è un viaggio, una storia da esplorare.

Oltre le note: l'intenzione dell'autore
Ogni cantautore è un poeta, e ogni canzone un'opportunità per cogliere l'essenza della loro visione. Qui analizzeremo come gli artisti utilizzano la poesia per trasmettere messaggi profondi e universali, invitando il pubblico a riflettere sul significato celato dietro ogni accordo e ogni rima. Entra nel mondo dove le parole prendono vita e le emozioni risuonano.

Riflessioni sulla poetica contemporanea
Questa pagina è pensata per chi vuole approfondire la connessione tra la poesia tradizionale e i testi delle canzoni contemporanee. Un'analisi accurata rivelerà il "superpotere" della poesia cantautorale: la sua capacità di raggiungere un vasto pubblico, toccando corde emotive e intellettuali con una forza unica. Unisciti a noi per un viaggio attraverso i testi che definiscono la nostra epoca.